venerdì 15 settembre 2017

Toner e cartucce stampante: come smaltirle?

L’avanzare incessante del progresso ci presenta un mondo in cui l’utilizzo delle tecnologie è sempre più radicato, ma soprattutto rapido e in continua evoluzione.
In altre parole, tendiamo a consumare molti più prodotti tecnologici di quanto succedesse anche solo dieci anni fa.
Questo porta chiaramente a dover interagire con un’altra faccia della medaglia, quello dello smaltimento dei rifiuti. Mentre però lo smaltimento di supporti come pc, fax, telefoni e quant’altro rappresentano mediamente un appuntamento periodico piuttosto dilatato, esiste un tipo di rifiuto con cui siamo costretti a fare i conti a cadenza praticamente settimanale (o peggio): i toner e le cartucce della stampante.

Pensiamoci un attimo: quanto inchiostro consumiamo nella nostra attività lavorativa o nel ciclo domestico della nostra stampante?
Ovviamente tale dato è commisurato all’intensità di utilizzo del supporto, alla tipologia di azienda che ne fa uso e molti altri fattori. Resta inteso tuttavia che parliamo di un valore mediamente piuttosto alto, soprattutto in un’epoca, questa, in cui siamo portati a stampare qualsiasi contenuto anche solo per abitudine o “per sicurezza”.
In questo senso le cartucce e i toner rappresentano un problema immediato cui fare fronte nel momento in cui, una volta esauste, dovremo liberarcene. Per capire come muoverci ci siamo avvalsi della consulenza di un’azienda leader nel settore delle stampanti: Office Solutions.

Cosa dice la legge sullo smaltimento cartucce e toner

A tal proposito emerge quanto segue: la legge determina in modo univoco e definitivo le modalità di rifiuti speciali (decreto legislativo  152/06) e che quindi, in nessun caso, possono essere gettati come normale immondizia..
smaltimento di questo tipo di prodotti, che vengono classificati come
A loro volta, tali rifiuti speciali sono possono essere classificati come pericolosi o non pericolosi, a seconda della composizione chimica della polvere di inchiostro in essi contenuta.

N.B.: va specificato che nella stragrande maggioranza dei casi toner e cartucce sono identificate come rifiuti speciali NON pericolosi, soprattutto per le più recenti stampanti in commercio. In ogni caso, qualora sussistesse un dubbio, sarà bene agire attraverso:
A) Una ricerca sul web in merito alle Schede di sicurezza delle stampanti
B) Un controllo dell’eventuale presenza dei simboli di “pericolo” sulla confezione della cartuccia
C) Un consulto con un Consulente Ambientale, figura professionale atta a chiarire ogni eventuale dubbio in merito.
In ogni caso esiste generalmente un codice identificativo (CER) che il produttore del toner è tenuto a specificare in documentazione allegata. Quel codice di per sé rappresenta la “carta d’identità” del rifiuto.

Procedure diverse per privati e aziende

Una volta chiarito con che tipo di rifiuto abbiamo a che fare, potremo agire in modo diverso se siamo liberi cittadini o aziende professionali.
Il cittadino potrà infatti recarsi presso qualsiasi isola ecologica per consegnare il rifiuto agli operatori della struttura di smaltimento, cosa che le aziende, invece, non possono fare.
Queste ultime devono necessariamente seguire un iter diverso.
Anzitutto i toner e le cartucce esauste possono essere raccolte e conservate in appositi contenitori chiamai ECOBOX, per la durata massima di un anno, tempistica oltre la quale incorre l’obbligo di smaltimento.

Entro questa finestra temporale va contattata una ditta specializzata nello smaltimento di questo tipo di rifiuti, che si occuperà di prendere in carico il contenuto degli ecobox.
La presa in carico rappresenta un passaggio molto importante per l’azienda: quest’ultima riceverà dalla ditta specializzata un modulo composto da quattro copie chiamato FIR (Formulario di Identificazione Rifiuti), che andrà compilato in ogni sua parte.
Una copia resterà all’azienda, mentre le altre tre saranno custodite dal trasportatore che ne cederà una all’operatore della destinazione finale, ne tratterrà una per sé e – infine – ne restituirà una all’azienda che certifica l’avvenuto deposito del rifiuto speciale secondo l’iter previsto dalla legge.
Attenzione: questo passaggio è molto importante, poiché tecnicamente la responsabilità dell’azienda produttrice del rifiuto non termina nel momento in cui la ditta di smaltimento prende in carico il materiale, ma solo quando l’azienda stessa riceve la famosa “quarta copia” finale (che andrà conservata per cinque anni).

Sul FIR sarà inoltre presente un’apposita voce relativa all’esonero dalla compilazione del registro di carico e scarico. In caso di rifiuti non pericolosi, l’azienda dovrà spuntare la casella, sollevandosi di fatto dall’obbligo che, viceversa, sono tenuti a osservare i produttori di rifiuti speciali pericolosi.
Per quanto possa apparire macchinoso, va detto che le aziende specializzate nello smaltimento di materiali vari (cartucce e toner compresi) sono in genere piuttosto meticolose e assistono il cliente produttore del rifiuto in tutte le fasi del processo, semplificando notevolmente l’iter sopra descritto.
Infine, è bene sapere che tali operazioni, essendo soggette a obbligo di legge, prevedono multe salate per i trasgressori. Si parte da sanzioni di 2.600 Euro sino ai 93.000 Euro per i rifiuti pericolosi,  e in alcuni casi è prevista anche la sospensione dall’incarico per il responsabile specifico dell’infrazione.


0 commenti:

Posta un commento

Cerca nel sito

Articoli popolari

Articoli recenti

Gli ultimi articoli

Categorie

Pagine

Powered by Blogger.